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bail inTi spieghiamo il Bail-in: il sistema di risoluzione delle crisi bancarie

Dal 1° gennaio 2016 entra in vigore una nuova normativa europea per la gestione delle crisi bancarie, per evitare che gli effetti del dissesto si propaghino sui bilanci degli Stati e quindi su tutti i cittadini.

E’ però fondamentale capire che le banche non sono tutte uguali e che è importante prestare grande cura ai propri investimenti diversificandoli.

1. Cos’è il BAIL-IN?

Il bail-in (o “salvataggio interno”) è uno strumento di risoluzione che permette a Banca d’Italia di intervenire in caso di dissesto di un istituto bancario, garantendone la continuità operativa, al fine di salvaguardare l’interesse della collettività e indirettamente dell’intero sistema economico.

2. Perché nasce il BAIL-IN?

Nel recente passato abbiamo assistito in Europa a numerose crisi di istituti bancari (HypoAlpeAdria Bank in Austria, RBS in Gran Bretagna, ING in Olanda, Dexia in Belgio, etc.) risolte con l’intervento dello Stato a spese di tutti i contribuenti. La disciplina introdotta con la direttiva europea BRRD vuole rendere omogenee le normative nazionali, evitare l’acutizzarsi delle situazioni di difficoltà, coinvolgere direttamente gli azionisti e obbligazionisti degli istituti nella risoluzione delle crisi.

3. Come funziona?

In caso di crisi dell’istituto, prima dell’intervento di salvataggio pubblico, sono chiamati a intervenire con una possibile riduzione dei loro attivi, i possessori di:
1. azioni
2. obbligazioni subordinate
3. obbligazioni non subordinate 
4. depositi superiori a 100.000 €
(in caso di cointestazioni, il limite si intende per ciascun depositante)

In questo modo chi ha scelto forme di investimento più rischiose sostiene le perdite prima degli altri, attraverso un meccanismo di salvataggio che segue la gerarchia sopra esposta.
Per questo motivo diventa fondamentale per ogni cliente capire la qualità della propria Banca e farsi seguire da un consulente per la diversificazione dei propri investimenti.

4. Da quando decorre?

La nuova normativa entrerà in vigore dal 1° gennaio 2016.

5. Come sono tutelati Soci e Clienti delle Banche di Credito Cooperativo?

Oltre che sulla solidità della propria Banca, possono contare – unici nel panorama italiano – sul Fondo di Garanzia degli Obbligazionisti fino ad un controvalore di 103.291 €: i sottoscrittori di obbligazioni delle Bcc godono di questa ulteriore garanzia.
È comunque richiesto che il possesso delle obbligazioni sia ininterrotto per un periodo di almeno tre mesi e l’intervento dell’FGO è successivo all’eventuale applicazione del bail-in.

6. Quali indicatori ci aiutano a valutare la solidità di una banca?

Una banca oggi è ritenuta sufficientemente solida se rispetta alcuni parametri patrimoniali definiti dagli organi di controllo che devono essere comunicati con cadenza trimestrale.
Bcc Pordenonese al 30/06/2016 ha un Total Capital ratio del 13,69% contro un minimo richiesto del 10,1%.

Più alto è questo valore percentuale più la banca è solida.